Una strategia digitale per le amministrazioni comunali

Irrompe nella vita delle P.A., una legislazione che, se ben interpretata, potrebbe aiutare i Sindaci a cambiare:

  • le modalità di dialogo con i cittadini
  • l’architettura informatica dell’Ente
  • la struttura organizzativa dell’Ente
  • la cultura gestionale dell’Ente.

Il DPCM 13/11/2014 infatti finalmente , detta le regole tecniche per formare, trasmettere, conservare i documenti -gli atti- informatici delle PA. Naturalmente il combinato disposto dei diversi provvedimenti fa si che “Le PA formano gli originali dei propri documenti con mezzi informatici”.

Insomma, basta con la carta nelle PA. L’importante è però non limitarsi a digitalizzare l’esistente. Questa volta, l’esistente non è digitalizzabile. La stragrande maggioranza delle Amministrazioni a ad esempio risposto in modo assolutamente burocratico alla redazione del “Piano di informatizzazione” prescritto dalla Legge. Un fac simile è girato tra molte Amministrazioni. I risultati sono di fronte agli occhi di tutti. Ma, “siamo apposto con la legge”.

Abbiamo sempre pensato alla Pubblica Amministrazione come ad un assieme di servizi forniti universalmente ai cittadini.
Fino ad ora, anche nella sua espressione informatica, il Comune ha interpretato le norme come un obbligo. Il sito istituzionale è stato concepito come un obbligo al quale rispondere. Il sito istituzionale è invece un veicolo per fornire servizi migliori ai cittadini, dati in formato open.

Soprattutto, l’adeguarsi al DPCM è l’occasione, LA NECESSITÀ, di cambiare la struttura organizzativa. Facciamo un esempio. Attualmente un cittadino trova (si fa per dire) un modulo sul sito del Comune (ad es. la domanda di iscrizione alla scuola). Scarica il modulo, lo stampa, lo compila, lo porta in Comune. Il Comune lo protocolla, da una ricevuta al cittadino, un giorno – forse – risponde. E così via, tutto analogico, pur essendo quel procedimento iniziato da una attività digitale del cittadino.

Il DPCM 13/11/2014 fa si che questo modo di agire (proprio del 99% delle Pubbliche Amministrazioni italiane) sarà, tra pochi mesi, “fuori della legge”. Affrontare correttamente questa impostazione necessita di un cambiamento di fondo della struttura dell’Ente.
Insomma il cambiamento non è affrontabile esclusivamente attraverso le “virtù” dell’informatica comprando qualche software. Oggi i Comuni necessitano di professionalità che consentano assieme di avere vision (strategia), di cambiare le strutture organizzative, di formare i dipendenti, di ridisegnare le logiche dei software.

Insomma, bisogna dotarsi di una strategia digitale, non basta essere sui social network. Di grande valore per il management della PA il servizio di Consulenza di Direzione del Gruppo Maggioli che sintetizza il suo approccio sulla semplificazione degli adempimenti, rapidità d’azione, qualità dei servizi e lotta agli sprechi.

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