La nuova fase della trasformazione digitale della PA

Nel corso degli ultimi tre anni sono stati fatti molti passi avanti per dotare la Pubblica Amministrazione centrale e locale di un quadro organico di riferimento normativo e tecnico che consentisse di avviare e di gestire la trasformazione digitale.

Nel 2015 il Governo ha approvato la Strategia per la Crescita Digitale che costituisce il primo documento che indica gli ambiti della trasformazione digitale; nel 2016 si definisce come la strategia debba essere implementata dal punto di vista tecnico e organizzativo attraverso il modello strategico di evoluzione del sistema informativo della PA, le misure minime di sicurezza ICT e il nuovo Codice di Amministrazione Digitale che istituisce tra le molte novità il Responsabile per la Transizione Digitale; nel 2017 si definiscono le modalità di esecuzione attraverso il piano triennale che riassume gli obiettivi e le azioni necessarie per trasformare i sistemi informativi delle amministrazioni e il correttivo al CAD che istituisce il Difensore Civico Digitale.

L’impianto tecnico-normativo appena ricordato ha consentito di implementare le infrastrutture immateriali nazionali (Spid, PagoPA, fatturazione elettronica, ANPR), di definire regole e template per il design di app e siti web, di avviare alcuni importanti progetti strategici nazionali e di definire alcuni riferimenti organizzativi fondamentali per l’implementazione (il responsabile della transizione digitale) e per la tutela dei diritti digitali del cittadino. Si sta quindi concludendo la prima parte della trasformazione digitale, che potremmo definire guidata dalla norma e dalla necessità di creare alcuni percorsi comuni e condivisi.

Si apre ora la seconda fase nella quale le Amministrazioni in logica proattiva e sfruttando il knowhow e le infrastrutture messe a disposizione dal livello nazionale devono sviluppare servizi ed ecosistemi per soddisfare i bisogni del cittadino.

Idealmente possiamo dire che il testimone passa ora ai Responsabili per la Transizione Digitale delle Amministrazioni che devono definire progetti e programmi che consentano realmente di trasformare il rapporto cittadino – amministrazione attraverso il digitale.

È un compito delicato e complesso che richiede visione, capacità di lavorare in modo trasversale, di far rete in modo da scambiarsi esperienze e soprattutto di far comprendere all’interno e all’esterno della propria organizzazione come il digitale e la tecnologia possano essere reali strumenti per la semplificazione, la trasparenza e l’efficienza dei processi amministrativi. È ancora presto per fare un bilancio, la nuova fase sta partendo ora. Sono sicuro però che arriveranno risultati importanti e già si vedono i primi segnali di Amministrazioni
centrali e locali che hanno compreso come impostare la propria roadmap di cambiamento.

Antonio Samaritani
Ex Direttore AgID

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