CLOUD E RESPONSABILE TRANSIZIONE DIGITALE

Due obiettivi fondamentali per una PA digitale

Il cloud della PA e il Responsabile della transizione digitale saranno due obiettivi importanti per la digitalizzazione del nostro paese.
Per il primo c’è tempo fino al 31 marzo – grazie a una recente proroga di Agid – mentre per il secondo il tempo è già scaduto e le PA sono in ritardo.
In entrambi i casi però bisogna correre. Dopo il 31 marzo, quindi, le amministrazioni potranno acquisire esclusivamente servizi Infrastructure as a service (IaaS), Platform as a Service (PaaS) e Software as a Service (SaaS) qualificati dall’Agenzia per l’Italia digitale e pubblicati sul Marketplace Cloud della PA.

1. Il Cloud di tipo SaaS (Software as a Service) si caratterizza essenzialmente per l’essere un servizio chiavi in mano, in cui è il gestore che fornisce alla PA l’intera infrastruttura, occupandosi,
non solo della sua manutenzione e del suo aggiornamento, ma anche dei relativi software necessari a garantire il servizio;

2. Il Cloud di tipo PaaS (cloud Platform as a Service) si caratterizza per consentire alla PA di gestire i propri dati all’interno della piattaforma predisposta dal gestore del cloud, restando in capo alla stessa la scelta di quali programmi istallare. Si tratta di una soluzione che, a differenza della prima, lascia (almeno sulla carta) maggiori margini di operatività con riferimento all’installazione dei software e degli applicativi;

3. Il Cloud di tipo IaaS (Infrastructure as a Service) in cui il gestore del cloud si limita solo a fornire i propri data center, lasciando all’Amministrazione il compito di istallare e sviluppare
la propria soluzione e il proprio software per la gestione dei dati in cloud.

La nuova proroga dei termini per la qualificazione dei servizi cloud CSP (Cloud Service Provider) e SaaS (Software as a Service) dà ora alle tante imprese fornitrici della nostra PA il giusto tempo di iscriversi alle piattaforme Agid e completare la complessa procedura di accreditamento.
Al momento sono poche le aziende italiane che si sono già aggiudicate il “bollino” di adeguamento alla normativa Agid sulla certificazione delle soluzioni adottate dalla PA.

Il Gruppo Maggioli, grazie a Sicr@web, la prima suite gestionale completa per gli enti locali, ha ottenuto la doppia qualifica richiesta da AgID: CSP (Cloud Service Provider) e SaaS (Software as A Service).

“Un traguardo che ancora una volta conferma l’obiettivo primario del Gruppo: portare continua innovazione nella Pubblica Amministrazione – dichiara Paolo Maggioli AD del Gruppo –; siamo fieri di aggiungere con questa nuova qualifica un ulteriore vantaggio per i nostri clienti in termini di risparmio, interoperabilità, maggiore sicurezza, protezione dei dati personali, accessibilità agli strumenti, senza dover affrontare costi e complicazioni infrastrutturali. Un’evoluzione che apre il mercato a una virtuosa competizione fornendo soluzioni di valore che possano aiutare davvero a digitalizzare gli Enti Locali a favore di cittadini e imprese”.

Un SaaS integrato infatti permette alle Amministrazioni con alti livelli di spesa ICT legati alla frammentazione delle soluzioni on premise di liberare risorse in modo significativo e in poco
tempo, sia in termini di costi infrastrutturali sia in termini di costi di manutenzione derivanti dalla gestione centralizzata ed unitaria delle applicazioni. E rende più facile l’interoperabilità
con le infrastrutture immateriali del Piano Triennale (ANPR, PagoPA e SPID) in tempi rapidi e con costi certi.
Inoltre, il cloud elimina le barriere geografiche e abilita lo smart working. I servizi sono accessibili in modo sicuro dal personale di un’Amministrazione ovunque vi sia una connessione a Internet.
Si solleva infine l’Ente dalla necessità di impiegare risorse per l’adeguamento normativo che le riforme e i trend di innovazione delle tecnologie comportano.
La strada SaaS Soluzioni as a Service, faciliterà la possibilità di ridisegnare processi e servizi amministrativi a partire dai bisogni degli utenti (cittadini, imprese, altri enti), privilegiando la semplicità di fruizione.

Questo permetterà alle Città di divenire il vero front-end del sistema operativo del Paese, semplificando la comunicazione e migliorando la qualità dei servizi.
Un ruolo cruciale per la digitalizzazione della PA lo rivestiranno anche i Responsabili per la transizione digitale (RTD), la nuova figura istituita in ogni Amministrazione dalla riforma
del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).

Queste nuove figure rivestiranno un ruolo cruciale per l’innovazione delle Amministrazioni e per questo motivo avranno bisogno di adeguate competenze tecnologiche, manageriali e giuridiche.
Per questo motivo è necessario un continuo aggiornamento del Responsabile e dei suoi collaboratori, un continuo confronto con le istituzioni e una sempre maggiore condivisione delle tante
buone prassi già messe in pratica da molti enti.

Il RTD, con riferimento ai compiti relativi alla transizione alla modalità digitale, risponde direttamente all’organo di vertice politico o, in sua assenza, a quello amministrativo dell’ente.
È ricondotta immediatamente al vertice dell’amministrazione la governance della transizione di ogni singola PA al digitale, attraverso la realizzazione di servizi pubblici rivisitati in un’ottica che ne preveda la piena integrazione con le nuove tecnologie.

I compiti attribuiti al RTD sono molteplici, in particolare, spetta a lui la pianificazione e il coordinamento degli acquisti di soluzioni e sistemi informatici, telematici e di telecomunicazione, al
fine di garantirne la compatibilità con gli obiettivi di attuazione dell’agenda digitale e con quelli stabiliti nel piano triennale.

Il Responsabile per la Transizione Digitale ha il potere di costituire tavoli di coordinamento con gli altri dirigenti dell’amministrazione, il potere di proporre l’adozione di circolari e atti di indirizzo sulle materie di propria competenza, come ad esempio in materia di approvvigionamento di beni e servizi ICT.
Può inoltre avvalersi dei più opportuni strumenti di raccordo e consultazione con le altre figure coinvolte nel processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione (responsabili per la
gestione, responsabile per la conservazione documentale, responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza, responsabile per la protezione dei dati personali).
Il CAD prevede la possibilità per le amministrazioni diverse dalle amministrazioni dello Stato di esercitare le funzioni di RTD anche in forma associata. Tale opzione organizzativa, raccomandata specialmente per le PA di piccole dimensioni, può avvenire in forza di convenzioni o, per i comuni, anche mediante l’unione di comuni.

La convenzione disciplinerà anche le modalità di raccordo con il vertice delle singole amministrazioni. La realizzazione di servizi pubblici digitali per cittadini e imprese è un passaggio cruciale per la modernizzazione del Paese, perché la svolta tecnologica migliora la qualità della vita, assicura efficienza e sostenibilità. Ora spetta alle imprese fornitrici e alle amministrazioni fare bene i compiti a casa, adeguarsi alle nuove normative nazionali, e presentarsi preparate a guidare il processo di cambiamento della PA italiana.

Il Gruppo Maggioli in questa ottica offre alle organizzazioni pubbliche e private, in Italia e all’estero, servizi e prodotti di eccellenza per favorire l’innovazione tecnologica e di processo;
coltivare e diffondere cultura, creatività e talento attraverso un team di risorse competenti e professionali.

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